il Friuli Venezia Giulia per Ignazio Marino Segretario del PD

il Friuli Venezia Giulia per Marino


Monday, October 12th, 2009

di Giacomo Lagona

tagcloudIl Congresso è finito andate in pace. Sembra questa la fine di una giornata vissuta in sordina, in un famoso albergo romano di cui si vedono solo gli striscioni e gli stendardi del Partito Democratico, e le affissioni per il Congresso. E pullman, auto… tanta gente. Erano i mille delegati che rappresentavano le tre mozioni che parlavano oggi: solo loro, senza dibattito ne’ confronto, solamente Bersani, Franceschini e Marino. Il Congresso era solo questo: la Finocchiaro che legge le lettere di Prodi e Veltroni, da’ l’ufficialità ai voti dei circoli confermando ciò che sapevamo già, istiga l’applauso a Napolitano e presenta i tre candidati e li avvia alle loro relazioni.

Qualcuno parla di un congresso light onde evitare le code passate dei congressi di Ds e Margherita, evitare un secondo “caso Serracchiani” – che spacca per l’ennesima volta il Pd attaccando la dirigenza – è un imperativo da rispettare a tutti i costi. Dunque ecco il congresso che non è congresso ma “Convenzione”. E’ già tanto che non si sia chiamato Convention con glamour american style. Ed eccoli dunque i tre candidati alla segreteria del Partito Democratico.

Inizia Pier Luigi Bersani: «La priorità assoluta e immediata è quella di portare risorse sui redditi medio-bassi, su chi sta perdendo il lavoro, su chi ha superato la soglia di povertà.» Bersani pensa ad un nuovo patto economico con le piccole imprese, aumentare i pochi  investimenti su scuola e università, rimediare al già provato sistema sanitario. Poi il colpo di grazia: la lotta alle corporazioni. «È tempo di un’offensiva liberale per aprire mercati regolati in molti settori dell’economia oggi strozzati da sistemi corporativi». Il populismo «è penetrato in profondità», perché «il progressivo indebolimento di ogni istituto di mediazione tra popolo e governo, l’idea che il consenso debba prevalere sulle regole». Chiude con lo slogan della sua campagna: «Se ti metti dalla parte dei deboli, dei subordinati, di chi lavora, di chi produce, puoi fare una società migliore per tutti».
Non infiamma la platea ma era immaginabile: Bersani non è un trascinatore, crede alla sostanza più che agli applausi. Ma oggi servivano quelli e non è andata nemmeno male, direi.

Tocca a Dario Franceschini. Il segretario uscente ha “solo” il 37 per cento dei delegati ma sembra evidentemente il contrario. Piglia applausi a scena aperta da tutta la sala, infiamma il pubblico con attacchi mirati al Presidente del Consiglio e parla a braccio a differenza dell’ex Ministro prodiano.  Sembra un fiume in piena e trascina tutti spedito al punto cruciale del suo discorso: «Se il 25 ottobre avrò la fortuna di restare segretario, le prime due persone che chiamerò a lavorare con me saranno Bersani per le sue competenze economiche e Marino per le sue competenze scientifiche». Potere della comunicazione: Berlusconi ne sarebbe fiero, se solo non ci avesse definito “i soliti comunisti”…
Arriva alle Primarie con una stoccata a D’Alema «Sono stati proprio gli iscritti a chiedere il coinvolgimento degli elettori: i primi a rispettare il risultato saranno proprio gli iscritti che amano questo partito indipendentemente da chi sarà chiamato a guidarlo. Se sarò eletto non toglierò mai le primarie per la scelta del segretario». Le alleanza – «Non vorrei che il contrasto alla vocazione maggioritaria ci porti a diventare un partito a vocazione minoritaria» – e i temi sociali: «La scelta più colpevole di questo governo è stata quella di aver pensato di affrontare la crisi occultandola, senza mettere in campo misure per affrontarla: la crisi finirà, vedete di cavarvela». Se si votasse adesso Franceschini verrebbe riconfermato segretario per acclamazione.

Prende la parola Ignazio Marino, la terza forza e terzo incomodo. Inizia citando De Tocqueville, ma continua con il cardinale Martini, Che Guevara, John Fitzgerald Kennedy, Anthony Giddens e Aldo Moro. E’ tutto un mondo di frasi famose, frasi fatte potremmo dire. Ma non è così: «Qualunque sarà il risultato del congresso il mio ruolo è quello di contribuire a un rinnovamento radicale». Parla di laicità come «mezzo irrinunciabile per la vita del Paese», attacca il partito per alcune scelleratezze al sud: «Possiamo continuare ad accettare che le classi dirigenti di alcune regioni del sud, che non si sono mostrate all’altezza del loro mandato, siano ancora considerate come forze di riferimento irrinunciabili? Io credo che l’antipolitica sia da contrastare. Ma dobbiamo partire da noi.»
Continua parlando di lavoro, occupazione e produttività: «In Italia più si invecchia più si guadagna, mentre in tutti gli altri paesi europei e occidentali la curva del reddito segue la naturale produttività della vita». Anche il Senatore becca applausi a scena aperta a conferma che l’otto per cento preso nei circoli potrà essere viziato dagli elettori delle Primarie.

Finiscono i discorsi, finiscono le trame, si aggiunge qualche bega organizzativa e tutti a casa. Si ritorna ai pullman, alle auto, alle case. Con lo strascico di volantini, bandiere, mollette verdi e adesivi del Congresso e della campagna a favore dell’uno o dell’altro candidato. Tutto in vista del 25 ottobre: giorno in cui il Partito Democratico dovrà eleggere il terzo segretario in due anni di vita. Ottima media non c’è che dire.

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Monday, October 12th, 2009

di Giacomo Lagona

In anteprima l’intervista che Cristina Carloni mi ha concesso ieri e che verrà pubblicata domani sul sito del circolo di Cordenons. Sono opportuni commenti e interventi sulle risposte.

Veneziana di nascita vive e lavora a Ronchi dei Legionari da sempre. Medico di Medicina Generale nel goriziano, presidente dell’Associazione Donne Medico e membro del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici della Provincia di Gorizia. Dal 2001 è consigliere comunale a Ronchi dei Legionari ed è stata consigliere regionale dal maggio 2006 all’aprile 2008. Questo il curriculum di un medico che vuole diventare segretario del Partito Democratico friulano per la mozione Marino. Noi le abbiamo fatto qualche domanda.

Maria Cristina, innanzitutto ti ringrazio per aver accettato il nostro invito, ti chiedo subito di commentare i risultati congressuali.
Direi buoni. Prendere quasi il 10 per cento dalle assemblee congressuali dopo meno di due mesi di campagna elettorale è uno stimolo non da poco che ci obbliga a far meglio per le Primarie.

  • Il tuo programma parte da una premessa importante: “La mozione Carloni è aperta ai contributi di tutti voi. Perciò vi invitiamo a commentarla, proporre aggiunte o rettifiche”. Fondamentalmente vuoi dar vita al “Pd che vogliamo”: ma esattamente come volete che sia questo Partito Democratico?

Ci piace un PD aperto, allargato ai democratici che si riconoscono nella Costituzione nata dalla Costituente dopo la lotta al nazifascismo.
Nel centrodestra di oggi non c’è nessun partito che incarna quei valori e che può vantare quella paternità. Ma noi parliamo di futuro non di passato.
Vorremmo declinare al meglio la parola democrazia ed assumere compiutamente l’identità che già possediamo.

  • Nel tuo programma non si parla di rimescolamenti ma di un ricambio continuo di persone e di idee. Sostanzialmente non è la stessa cosa?

Ci piace un Partito Programma oltre che un partito di iscritti ed elettori. I nostri rappresentanti, eletti grazie alle primarie, per soli due mandati nelle istituzioni (così evitiamo la CASTA e la professione “politico”), quando camminano sono riconoscibili e credibili per quello che pensano, sono, dicono e fanno. Forse che i democratici progressisti nel mondo  sono diversi da questo modello? Se i programmi dei democratici, costruiti insieme ai cittadini, incarnano i nostri valori ed esprimono la concretezza che serve per radicare sul territorio cultura politica e rinnovamento,abbiamo allargato la partecipazione popolare e siamo credibili nei confronti degli elettori. Le persone che hanno svolto funzioni legislative o di rappresentanza,dopo due mandati faranno i tutor e gli sponsor di quelli che arriveranno dopo,con un meccanismo virtuoso per la politica. Questa è democrazia, come nel resto d’Europa. Mi piace ricordare che solo in Italia i Partiti sono” Monarchici”e ” Misogini ” per quanto riguarda l’espressione del rinnovamento e della  rappresentanza della società anche per quanto riguarda le donne… Il PD deve rifuggire assolutamente dal pericolo di riproporre questi  vecchi schemi. Altrimenti non sarà percepito come nuovo strumento da parte dei cittadini.
Non basta cambiare le foto di rappresentanza. Dobbiamo intraprendere un cammino, lungo, difficile, ma costruttivo che ci può riportare al governo della Regione con un partito moderno, aperto alle sfide del futuro ed una classe dirigente adeguata e credibile, oltre che virtuosa come pretende il nostro Codice Etico.

  • Laicità: un metodo, non un obiettivo. Così è scritto nella tua mozione, ma la mia impressione però è che si stia arrivando a considerare la laicità come un termine ubituale nel nostro linguaggio: non è che parlandone così spesso si arrivi ad una gara tra chi lo è di più?

La laicità è scritta nella Costituzione, non è qualcosa che si interpreta o si mette ai voti per vedere qual è la maggioranza che poi decide.
La Costituzione prevede che ogni persona sia INCLUSA nella “cittadinanza”: ogni persona, indipendentemente dal proprio credo o dal suo non credo deve sentirsi rappresentata da ogni decisione che il legislatore prende. Lo Stato si prende carico di ognuno,ed ogni persona è uguale di fronte al diritto, indipendentemente dalla sua professione di fede o di non fede.
Tutti coloro che rappresentano le istituzioni della Repubblica ed i legislatori dovrebbero vestire i panni di questa nostra laicità inclusiva. Per questo per noi LA LAICITA’ è un metodo, non uno spazio neutro collettivo che ognuno riempie come desidera nel suo privato. Il nostro Stato è laico,lo è il nostro Partito come da Costituzione.
Non c’è nessuna gara tra le mozioni, solo che su certi temi,come quelli di bioetica,ci sono delle differenze tra chi è ateo e tra chi professa religioni anche diverse.
La posizione delle Chiese, come di tutte le confessioni religiose presenti in Italia e le posizioni agnostiche vanno intese come sensibilità che i cittadini esprimono e pertanto non vanno ignorate,ma la politica e lo Stato non sono confessionali. Il cittadino resta ed è il perno intorno al quale ruota la politica e la cosa pubblica e solo a lui deve essere garantita piena libertà di scelta, in ragione del suo diritto ad auto determinarsi.

  • Il radicamento sul territorio è una prerogativa del prossimo segretario regionale, tu però tendi ad andare anche oltre confine. Non potrebbe diventare proibitivo?

Non affrontare la politica regionale con uno sguardo dall’Europa, non tener conto della posizione geopolitica del FVG sarebbe una grave carenza oggi che le persone e lo sviluppo delle conoscenze sono di fatto in movimento e che la maggioranza delle leggi italiane e regionali fanno capo alla legislazione europea. Come si fa a vedere correttamente la Regione se non si alza lo sguardo intorno ad essa?

  • Il Friuli Venezia Giulia sta patendo, come le altre regioni italiane, la grave crisi economica che stritola tutto il mondo. Il segretario Carloni cosa proporrà per tirarcene fuori?

Nessuno in questo momento ha la bacchetta magica… La politica ha delegato per troppo tempo ad altri la funzione che le spetta, quella di dare visioni e prospettive al futuro ed a governare i problemi. Sappiamo cosa non vogliamo diventi questa Regione. Un fortino arroccato su se stesso, concentrato sui cortili di periferia, impaurito dall’idea di futuro, rivolto al passato che non torna, compiacente dei poteri feudali.

  • Lavoro, Welfare e Salute. Tre temi importanti da risolvere entro breve. Cosa intendi proporre?

La grave crisi occupazionale si risolve, per ora, con un grande patto tra territori e con un ripensamento a breve, medio e lungo termine dei comparti e dei distretti, con una accelerazione sull’innovazione di tutti i settori dal turismo, ai servizi alla persona, all’agricoltura di qualità e alla logistica, con particolare riferimento all’economia “verde” quella che garantirà la riconversione energetica per la fine dell’era del “fossile”: energie rinnovabili, fotovoltaico, solare (Progetto 20,20,20 dell’Unione Europea).
Su Welfare e salute non possiamo che riprendere i progetti già in campo ed ormai accantonati dal centrodestra in questa Regione. Siamo consapevoli che l’emergenza futura in chiave assistenziale sarà la grande senilità e la non autosufficienza dati i numeri esponenziali a cui siamo già abituati e la grave carenza di aiuti alle famiglie ed in particolare all’occupazione femminile che comunque scontiamo ciclicamente, vista la carenza di asili nido e servizi per l’infanzia a costo sociale.

  • Altre tre urgenze in evidenza: Immigrazione, Ambiente e Istruzione. Le tue proposte?

L’immigrazione è scontata per lo sviluppo di questa Regione: non avremmo i numeri per coprire basilari servizi. L’accoglienza civile e l’integrazione delle persone che qui vengono è presupposto di convivenza pacifica e di rispetto reciproco, senza razzismi né paure. Ci sono decine di progetti finanziabili per i municipi in grado di supportare associazioni, scuole, imprese enti locali e volontariato, anche religioso, che in sinergia aiutano le persone ad orientarsi con la lingua, la legislazione, la burocrazia, l’educazione civica. Questi progetti in rete e le esperienze passate nei comuni che hanno affrontato il problema più da vicino, devono essere patrimonio di tutti.
L’Ambiente è una delle ricchezze più importanti che possediamo. Il consumo indiscriminato di territorio peserà sulle generazioni future. È fondamentale che la Regione si doti di un piano Energetico e di tutela Ambientale al passo con le esigenze dei cittadini e della qualità della vita.
L’istruzione e formazione continua per tutti non è uno slogan: le sfide future porteranno un divario tra generazioni sull’uso delle tecnologie, e tra persone sulla conoscenza scientifica. Questi divari vanno colmati, facendo delle nostre scuole quei luoghi accoglienti, sempre aperti e non garantiti a tempo intermittente dove si fa e si sviluppa cultura.

  • Il tema della tua mozione a cui tieni di più il quale potrebbe fare la differenza a queste Primarie?

Il tema dei diritti di cittadinanza e del rapporto tra i cittadini e la politica. Credo che il PD debba ritrovare questo antico legame di partecipazione vera ed autentica con tutti i portatori di interessi della nostra società regionale, tralasciando l’autoreferenzialità che ci ha contraddistinti in un recente passato.

  • Ti si “rimprovera” che sei troppo poco occupata in politica per rappresentare al meglio una regione che vorrebbe ritornare a governare, e che i tuoi interessi principali sono i diritti dei malati e la salute più in generale. Perché dobbiamo fidarci di un candidato che ha poca esperienza all’interno delle Istituzioni?

Sono giovane in politica. Otto anni di consigliere comunale a Ronchi dei Legionari, circa 20 mesi in Consiglio Regionale. Un amministratore dopo 10 anni di lavoro ha già imparato abbastanza e forse dovrebbe lasciare il passo.
Un segretario politico ha un’altra valenza: accompagna i processi, li interpreta, li media, garantisce la riuscita di un percorso. Per il PD che nasce dopo questo primo Congresso di fondazione, credo ci voglia una segreteria così: aperta e costruttiva, concreta ma che guardi lontano, vicina ai bisogni dei territori, innovativa ma ancorata alle nostre radici, presente per riedificare una grande casa che ora ci manca.

  • L’ultima domanda. Debora Serracchiani, un difetto e un pregio. Vincenzo Martines, un difetto e un pregio.

Debora è una grande comunicatrice mentre ha il difetto di essere troppo sicura (in politica nulla è scontato!)
Vincenzo ha il pregio di avere una tenacia da maratoneta. Il difetto? Sempre in politica (troppo?)

Maria Cristina ti ringrazio tantissimo a nome del circolo di Cordenons per essere stata con noi, e ti chiedo un’ultima battuta per convincere i simpatizzanti del Partito Democratico ad andare alle Primarie e scegliere te come segretario regionale

Perché una buona politica fa bene anche alla salute!

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Sunday, October 11th, 2009

Sta per iniziare il Congresso nazionale del Partito Democratico che dovrà sancire, ufficialmente, chi parteciperà alle primarie del 25 ottobre. Abbiamo pensato di fare un liveblogging (presentazione in tempo reale di un evento su internet tramite scrittura su un blog) del congresso su queste pagine, guardandolo su uno dei 4 siti che offrono la diretta video: youdem.tv, imille.org, unita.it e redtv.it.
La nostra idea è di pubblicare le parti più interessanti del congresso in questo post, e lasciare a voi i commenti e i vari argomenti che naturalmente ne scaturiranno dalla diretta. Vi proporrei, quindi, di guardare assieme il congresso, e inserire dei commenti sugli argomenti che vi sembrano più interessanti o meritevoli di un confronto tra i sostenitori.

Datevi da fare!

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Saturday, October 10th, 2009

Domani alle 10.00 ci sarà il congresso che sancirà ufficialmente i candidati alle primarie del 25 ottobre. Su questo blog faremo un liveblogging in tempo reale con gli interventi che si succederanno a Roma durante l’assemblea, mentre nei commenti si sosterranno le varie tesi con dibattiti aperti a tutti coloro che vorranno intervenire.
Quindi vi rimando a domani aspettandovi numerosi.

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Wednesday, October 7th, 2009

di Giacomo Lagona

http://farm3.static.flickr.com/2389/2659035339_2155ff7280.jpg?v=0Oggi ho fatto due chiacchere con Francesco Costa: punta di diamante del nuovo giornalismo italiano – collabora con Internazionale, l’Unità e il giornale online Giornalettismo -, direttore della campagna elettorale di Ivan Scalfarotto nel 2008 e collaboratore di spicco in quella di Walter Veltroni alla segreteria del Pd subito dopo la sua fondazione. Oggi è soprattutto sostenitore di Ignazio Marino e impegnato nella campagna elettorale del Senatore a Roma.
Abbiamo discusso delle motivazioni che lo hanno portato a sostenere Marino, abbiamo parlato dei tratti salienti della mozione Marino e dei punti deboli delle mozioni degli altri due candidati, gli ho chiesto cosa potrebbe fare la nostra Maria Cristina Carloni che Debora Serracchiani e Vincenzo Martines non potrebbero. Infine gli ho chiesto dei suoi progetti attuali e futuri “imbrogliando” sui Mille. Insomma una bella chiaccherata a 360 gradi che ci fa scoprire uno degli artefici di questa ventata di freschezza che sta attraversando il Partito Democratico con la candidatura di Ignazio Marino alle Primarie.
Buona lettura!

  • Ciao Francesco, tu ti sei espresso per il Senatore Ignazio Marino immediatamente dopo la sua candidatura: vorresti spiegarci perché hai scelto lui e non uno tra Franceschini e Bersani che indubbiamente sono più noti e conosciuti?

Perché la candidatura di Ignazio Marino rappresenta per il Pd la speranza stessa di avere un futuro. Per un verso o per un altro, le vittorie di Franceschini o Bersani finirebbero per condannare a morte il progetto del Pd come punto di svolta nella politica italiana, che poi era la ragione per cui era stato fondato.

  • Secondo te cosa ha Marino che gli altri due candidati non hanno, e probabilmente non avranno mai?

Per prima cosa, Marino non ha un’immagine e una credibilità compromessa dalle sconfitte e dagli innumerevoli errori del passato, cosa che invece accomuna Bersani e Franceschini agli occhi degli elettori e degli stessi iscritti. Inoltre, la mozione Marino è considerata quasi unanimamente la più moderna e completa delle tre. Lo stesso D’Alema l’ha definita “la più avanzata”, dicendo però che non bisogna osare troppo. Io credo invece che al Pd serva una svolta radicale, serva osare di più, per recuperare consensi e credibilità. Non riconquisteremo mai i delusi con una proposta vaga e annacquata, bensì con un rinnovamento radicale.

  • Hai naturalmente letto le tre mozioni nazionali: quali sono i punti di forza della mozione Marino secondo te?

La parte sul lavoro, con la proposta sul contratto unico, è la più efficace e avanzata e ha permesso a Marino di raccogliere un endorsement prestigioso e importante come quello di Pietro Ichino. Quella sull’ambiente è di gran lunga la più chiara, esaustiva e moderna delle tre, con il suo no al nucleare e il sì all’eolico d’alta quota, solare a concentrazione, produzione di energia dagli scarti dell’agricoltura (biomasse), energia geotermica di terza generazione. La parte sui diritti e la laicità, poi, è chiara e comprensibile, mentre Franceschini e Bersani – data l’eterogeneità delle loro formazioni – si mantengono molto vaghi e ambigui. Di fatto, se voti Marino sai che Pd avrai. Se voti Franceschini o Bersani no.

  • Altri punti deboli delle mozioni di Franceschini e Bersani?

In diverse parti cruciali sono più vaghe o meno adeguate e efficaci della mozione Marino. Ma sono naturalmente condivisibili nel loro impianto generale, altrimenti non staremo nello stesso partito. Il problema principale di Franceschini e Bersani non è la loro mozione, bensì la loro scarsa credibilità come leader e dirigenti di questo partito. Abbiamo bisogno di qualcuno che possa convincere gli italiani a fidarsi di nuovo del Pd, e nessuno dei due purtroppo mi sembra adatto a questo compito.

  • Francesco tu hai lavorato per la campagna elettorale di Walter Veltroni a segretario del Partito Democratico, e hai diretto quella di Ivan Scalfarotto alla Camera nel 2008. Che esperienze sono state per te, e soprattutto in che modo hanno arricchito il tuo bagaglio politico e personale?

Sono state entrambe due ottime palestre, sebbene diverse tra loro. Il mio impatto sulla campagna Veltroni fu marginale, per non dire nullo: mi dedicai in particolare alla lista in cui stavano allora le persone dei Mille. Il lavoro con Scalfarotto, invece, era a tutto campo. Dato che Scalfarotto era, come tutti, in lista bloccata, abbiamo lavorato senza l’assillo del dover recuperare voti individualmente ma facendo una campagna solo e soltanto per convincere la gente a far votare il partito. Ho imparato molte cose ma soprattutto mi sono divertito.

  • Cosa credi possa fare per il FVG la candidata Maria Cristina Carloni a differenza della più nota Debora Serracchiani e del vice sindaco e assessore di Udine Vincenzo Martines?

Sia Serracchiani che Martines sono candidati più che degni e farebbero un ottimo lavoro, ma mi sembra che sia un valore non da poco il fatto che la Carloni sia stata consigliere regionale, e sia quindi “costretta” a svolgere in Friuli la sua attività politica. Debora Serracchiani si divide già ora tra il Friuli e Bruxelles, mentre Martines ha l’incarico importante e oneroso di vicesindaco con delega al bilancio e alle attività produttive. Io credo che se vogliamo che questo partito cresca non possiamo pensare di lavorarci nei ritagli di tempo.

  • Francesco tu sei un giornalista molto conosciuto, collabori con Internazionale, con L’Unità e il giornale online Giornalettismo. Dimentico qualcosa?

Beh, che non sono così conosciuto! E dimentichi dei Mille, ahi ahi ahi.

  • Ecco, parlando del gruppo de iMille, ci potresti spiegare meglio di che si tratta e per quale scopo è stato fondato?

I Mille, come recita il loro sito, sono “quelli che sul Partito Democratico hanno due opinioni in conflitto. La prima è che possa diventare un rivoluzionario meccanismo di cambiamento e rinnovamento della politica e della società italiane, avvilite da anni di pigrizie, egoismi e scarsa lungimiranza. La seconda è che rischi già di diventare invece ciò da cui si dovrebbe emancipare: la riproduzione di un sistema di autoconservazione di un establishment che ha avuto dei meriti e delle intelligenze, ma che ha smesso di trarne frutto da un pezzo”. I Mille sono quelli che, nonostante tutto, non si sono ancora rassegnati a far prevalere la seconda opinione. Il gruppo è nato nel 2007 e forse la sua definizione più corretta è “rete”: mettiamo insieme talenti e competenze, curiamo un buon blog, organizziamo convegni e incontri in giro per l’Italia, diffondiamo buone idee per il paese e per un Pd che vorremmo democratico, moderno, laico e di sinistra.

Bene, direi che l’intervista potrebbe anche finire qui, Francesco io ti saluto e ti ringrazio per il tempo che mi hai concesso e ti auguro un buon lavoro e una buona campagna elettorale pro-Marino a Roma. Ciao.

Grazie a te, ciao!

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Friday, October 2nd, 2009

                                                                                                                                                                   di Aureo Muzzi

www.repubblica.it . Franceschini:”Alle primarie bisognerà lottare contro nostalgie e istinti di conservazione, bisognerà sconfiggere quelli che hanno frenato prima Romano Prodi poi Walter Veltroni”. 

Ci sono sempre forze che resistono ai cambiamento”.”Non consentirò che si ripetano errori politici come il non aver fatto la legge sul conflitto di interessi, il più grave errore politico che pesa ancora sulla nostra credibilità”.  Basta con gli inciuci. 

Bersani: “Basta polemiche, si rispettino gli iscritti che hanno votato”. “Rasserenare il clima”. Cioè quanto detto prima è irrispettoso e analisi sulle continue sconfitte non si possono fare. Sedare, sopire.

Insomma, qua c’è uno  spazio  che si apre o si chiude per Marino? Se Franceschini sostiene di essere il rinnovamento, non lo è più Marino? Gli restano i diritti o il sì-sì,no-no, caro però anche a Serracchiani. Troppo poco forse. Resterebbe  da evidenziare i tanti errori commessi dai dirigenti inamovibili del PD e rilanciare con più forza l’idea del rinnovamento, di idee, di mentalità e di persone. Ma Bersani e il suo popolo non vogliono polemiche.  Sedare, sopire. Perdere.

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Saturday, September 26th, 2009

di Giacomo Lagona

http://www.ilpolitico.it/wp-content/uploads/2009/06/cristiana-alicata-290x209.jpgCristiana Alicata, personaggio di spicco del nuovo PD,  membro fondatore del Partito, ingegnere per una grande azienda automobilistica, attivissima nel movimento LGBT romano e italiano, blogger e scrittrice di successo.

L’intervista spazia un po’ su tutti i temi: dal lavoro al ricambio generazionale, dal movimento LGBT all’ambiente, passando per le impressioni su Marino e le certezze che Cristiana ha sul lavoro del Senatore. Insomma, una bella chiaccherata che mi ha permesso di capire, se ne avessi avuto ancora bisogno, quali persone stanno dietro alla macchina del Marino candidato.
Buona lettura.

Ciao Cristiana, io naturalmente ti conosco da tanto tempo e conosco il tuo impegno politico, ma tanti nostri lettori non ti conoscono ancora. Ti presenti da sola?

Per prima cosa grazie. Ho 33 anni, sono ingegnere, lavoro per una casa automobilistica, ho fatto l’insegnante per un paio di anni in una scuola pubblica di periferia. Ho imparato più in quei due anni che in tutti gli anni universitari. Ah, e poi scrivo romanzi (di notte tra il lavoro ed il PD) e curo il mio blog.

Sei stata una delle fondatrici del Pd. Cosa è cambiato, secondo te, da due anni a questa parte e cosa si è perso nel frattempo dall’idea originale del Partito Democratico?

Si è persa la direzione e il senso delle parole di Veltroni. Le responsabilità le dò a tutti. Non a Veltroni soltanto. Fin dal primo giorno è stato ostacolato, era impossibile per il segretario prendere una decisione prima di avere sentito tutte le correnti in campo. A Franceschini è stato concesso di lavorare bene perché dopo le precedenti batoste elettorali si è fatto quadrato intorno a lui per non fare ancora peggio. Oggi sappiamo che dobbiamo cambiare. Ci riempiamo la bocca di parole e programmi e apocalittiche letture della realtà, ma il partito non sta più in mezzo alla strada. Non solo nei circoli. Non stiamo più in mezzo alla gente. Quando prendo un taxi, parlo con il tassista. Gli faccio un mucchio di domande. E così faccio con chiunque abbia una storia diversa dalla mia. E’ come leggere il romanzo dell’Italia. Ma va fatto tutti i giorni, non in campagna elettorale portati in giro a stringere mani come la madonna.

Hai aderito al progetto democratico del candidato Marino, ci spieghi perché?

Perchè siamo governati da esperti burocrati da 20 anni (da 60 in realtà) e la sinistra non ha mai realmente governato. Quando abbiamo vinto non siamo stati nemmeno capaci di governare. Marino è una persona pulita. Non solo per onestà. Ma anche per l’esperienza che porta. Un’esperienza che non dobbiamo temere perché si è svolta al di fuori del partito. La maggior parte degli italiani non è iscritta a partiti. E noi quella realtà non la conosciamo più. Lui è uno che è entrato nel partito, ma con lo spirito fresco di chi conosce davvero il mondo, non è provinciale, parla l’inglese, gestisce team chirurgici con talento premiando il merito (figurati se si può scegliere un assistente cooptato). Marino è lontano dalle vecchie logiche degli accordicchi. Alla nostra classe dirigente abbiamo dato il tempo per capire che doveva cambiare. Non ha capito. Ora si facciano da parte. Chiaramente se vince Marino le esperienze di tutti resteranno a disposizione. Non sto dicendo che devono andarsene, ma devono lasciare la gestione del potere. Bettini l’ha lasciata per esempio.

Nel tuo discorso al Lingotto di giugno hai detto chiaramente che conta il gruppo più del segretario, con la candidatura di Marino sei sempre della stessa idea o è cambiato qualcosa considerando lo spessore umano della terza forza?

Conta la squadra. Ogni persona che Marino sceglierà deve essere affidabile quanto lui. Deve ripetere l’esercizio del merito nella selezione dei collaboratori.

Quali sono i punti di forza del programma di Ignazio Marino?

Il coraggio. Questo partito fino ad oggi ha avuto paura di parlare per non perdere consensi. Non dobbiamo avere paura del Paese. SE parliamo al paese in modo chiaro, il Paese capisce.
Il merito. Un Paese che respira perché i suoi talenti ed ognuno per ciò che sa fare hanno lo spazio giusto. Allora avremo uno stato più efficiente. Chiedo a tutti, al momento del voto, di non giudicare solo i programmi scritti. Ma soprattutto la coerenza dei comportamenti di coloro che compongono le tre mozioni.

Marino riuscirà nell’impresa di diventare segretario?

Sì.

Tu lavori nella più grossa azienda automobilistica italiana ed europea: come state vivendo la grave crisi economica che c’è nel mondo in questo ultimo anno e quali proposte dovrebbe fare il Pd per rilanciare l’occupazione?

Investire per aiutare il mercato delle vetture ibride metano/bz e GPL/bz. Da Roma in giù la rete a metano non esiste. Così facendo si fa un favore all’ambiente, si creano posti di lavoro e si mantengono, soprattutto, posti di lavoro. La cosidetta Green Economy.

Cristiana tu sei parte importante del movimento LGBT a Roma e in Italia: perché le minoranze gay e lesbiche sono ancora fortemente discriminate secondo te?

Perché la politica non ha parlato al Paese. Tutti nicchiano. Fanno distinguo. Il Paese è pronto, ma non è informato. Ti faccio un esempio. Franceschini e Bersani dicono di essere laici e per il riconoscimento delle coppie di fatto. Nel loro programma ci sono i DICO, un obbrobrio legislativo per cui i diritti delle due persone che lo contraggono vengono raggiunti nel tempo a scaglioni: cioé una coppia gay deve dimostrare di stare insieme e di essere stabile. Ma perché una coppia etero si sposa e ha immediatamente tutti i diritti? Questa non è uguaglianza. Marino dice chiaramente: CIVIL PARTNERSHIP. che il matrimonio civile a tutti gli effetti.

Marino riuscirà ad sconfiggere, o almeno a scalfire questo profondo astio che c’è per gli omosessuali?

Da solo no. Deve farlo il Pd tutto unito dal 26 ottobre.

Cosa andrebbe fatto per abbattere il muro dell’omofobia nel nostro Paese?

Dedicare spazio a questo argomento, anche in televisione, non solo invitando le macchiette incartapecorite del mondo LGBT. Investire in formazione nelle scuole, negli uffici pubblici, nelle aziende. In tutta europa si studia “diversità”. Questo è l’unico paese dove non se ne parla. La politica può fare molto, non perdendo mai occasione di essere accanto alla comunità LGBT. Come ovviamente a tutte le minoranze che subiscono discriminazione e comunque su tutti i temi sociali. Questo partito non è stato vicino nemmeno ad operai e precari e la vicinanza a i gay non esclude la vicinanza agli operai. Hanno giocato sui questo per fare entrare nella testa della gente che non dovevano farsi i DICO all’epoca del governo prodi. Hanno convinto il Paese che l’approvazione dei Dico toglieva qualcosa a qualcuno. Invece semplicemente aggiungeva qualcosa per qualcuno senza toccare gli altri.

Bene. Io ho concluso con le domande, ti ringrazio vivamente per il tempo che mi hai concesso, e se vuoi ti lascio l’ultima battuta per chiudere.

Votate Marino.

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Monday, September 21st, 2009

A tutti voi che ci avete dato il vostro tempo, la vostra carica, il vostro entusiasmo nelle iniziative con Beppino Englaro, Cristina Carloni ed Ignazio Marino, a Pordenone come a Trieste e ad Udine, grazie di cuore! Proseguiamo su questa strada e ce la faremo!

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Monday, September 21st, 2009

Alcuni passi degli articoli di Furio Baldassi sul Piccolo di Trieste e di  di Anna Buttazzoni sul Messaggero Veneto di oggi

TRIESTE Sala affollatissima e ovazione finale a Trieste per Ignazio Marino, candidato-outsider per la segreteria nazionale del Pd. «La politica non deve occuparsi di nomine dei telegiornali – ha detto – e neanche di quelle dei primari».

Gli applausi più sentiti, strano a dirsi, li riscuote quando va a fare le pulci in casa al Pd. A quel partito cioè che, parole sue, «ha la sua bella fetta di responsabilità nella mancata soluzione del conflitto di interesse di Berlusconi». E quella stessa formazione politica che, neanche assestata, è già immersa nel gioco delle correnti interne. «Una malattia devastante – sintetizza dal palco Ignazio Marino, candidato alla segreteria del partito democratico – che produce solo potere, sottopotere e controllo». La sua candidata alla segreteria regionale del partito, Maria Cristina Carloni, annuisce vigorosamente.
… «Abbiamo esiliato personaggi come Rubbia – ricorda – che sostiene da tempo che non esiste un controllo sicuro al cento per cento delle scorie radioattive e adesso applica la tecnica solare a concentrazione, ma in Spagna e Germania, e di Italia non vuol quasi sentir parlare»…. «Nel 2000 era stato deciso a livello Ue di investire nel comparto almeno il 3 per cento del Pil. bene, la Francia è già arrivata al 5 per cento, la Svezia al 4,5 per cento mentre l’Italia di Berlusconi è riuscita addirittura a scendere dall’1,1 per cento allo 0,9».
Arriva da Imola, il candidato, dove ha preso contatto con la realtà di una fabbrica «con 550 operai abbandonati a se stessi» e ricorda che, al di là dei proclami del governo «in Italia ci sono 9 milioni di persone in povertà e 1,9 milioni in stato di indigenza», mentre i giovani non vengono tutelati nei posti di lavoro. Di qui la proposta di un contratto di lavoro unico e del salario garantito, pur senza toccare quella flessibilità al momento usata in maniera distorta…
Un attimo e si è già sulla sanità, dove Marino conferma la sua idiosincrasia per le lottizzazioni e sfiora la standing ovation quando buttà là, papale papale, che «la politica non deve immischiarsi nelle nomine dei direttori dei telegiornali, ma neanche in quelle dei primari».
… Ed è l’applauso finale, lunghissimo.

Dal Messaggero Veneto «È IL POLITICO ITALIANO PIù CONCRETO E SUPERERà GLI ATTUALI LIMITI DEL SISTEMA»

Englaro in Fvg a sostegno di Marino: sarò per sempre grato alla mia terra

…A Udine per presentare il documento con cui si candida alla segreteria e sostenere la corsa in Fvg di Maria Cristina Carloni, Marino ha al suo fianco Englaro. Che… spiega perchè votare Marino. «Perchè sa affrontare con semplicità e concretezza la questione dei diritti fondamentali e perchè saprà andare oltre i limiti attuali della politica», parola di Englaro.
Biotestamento. Marino riafferma la necessità di una legge, partendo dalla Costituzione. Dall’articolo voluto da Aldo Moro nel 1947 in cui si dice che nessuno può essere sottoposto a cure mediche contro la sua volontà. «E noi vogliamo che ogni persona possa decidere della propria vita. … Nucleare. Quello del democartico è un no secco. Perchè non ci sono garanzie che lo stoccaggio delle scorie, spiega, non sia nocivo per le generazioni future.
Lavoro. Ha un desiderio, Marino. Che il precariato selvaggio dei giovani abbia fine, perchè «è una gravissima ingiustizia».
Immigrazione. Il senatore snocciola i dati, ricordando che il 12% degli irregolari arrivano via mare, mentre l’88 entra in Italia con documenti falsi. «È su quest’ultimo fronte che dobbiamo intervenire – dice Marino –, dando maggiori mezzi e risorse alle forze di polizia. Noi non vogliamo i respingimenti, perchè per noi la dignità delle persone è imprescindibile. Non si possono respingere le persone senza conoscere le loro storie, senza verificare se tra loro ci sono donne incinte e bambini feriti».
«Bisogna essere capaci di dire dei sì e dei no chiari – argomenta –, altrimenti nessuno capirà mai cosa vota dando la preferenza al Pd»…..
Sfida in Fvg. … E mentre sostiene la Carloni in Fvg, attacca Debora Serracchiani. Prima frecciata: «Ha criticato la mia sostituzione alla commissione Sanità del senato con l’ex teodem Dorina Bianchi. Oggi è nella squadra della Bianchi e della Binetti».Seconda frecciata: «Franceschini mi offrì la candidatura alle Europee come capolista per il Nord-Est, spiegandomi però che, per l’impegno, avrei dovuto restare a Bruxelles cinque o sei giorni a settimana. A Debora deve aver detto cose diverse. Come si fa a radicare un partito sul territorio lavorando all’estero? E questa è la dimostrazione della confusione che regna nel Pd». E la platea applaude.

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Tuesday, September 15th, 2009

di Giacomo Lagona

Se vincesse la mozione Franceschini in Friuli Venezia Giulia, chi sarà il vero segretario regionale: Debora Serracchiani o Gianfranco Moretton? Noi sostenitori di Marino, e di Cristina Carloni in FVG, aspettiamo una risposta dalla candidata ufficiale o dal capogruppo del Pd in Regione.

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