il Friuli Venezia Giulia per Ignazio Marino Segretario del PD

il Friuli Venezia Giulia per Marino


Saturday, September 26th, 2009

di Giacomo Lagona

http://www.ilpolitico.it/wp-content/uploads/2009/06/cristiana-alicata-290x209.jpgCristiana Alicata, personaggio di spicco del nuovo PD,  membro fondatore del Partito, ingegnere per una grande azienda automobilistica, attivissima nel movimento LGBT romano e italiano, blogger e scrittrice di successo.

L’intervista spazia un po’ su tutti i temi: dal lavoro al ricambio generazionale, dal movimento LGBT all’ambiente, passando per le impressioni su Marino e le certezze che Cristiana ha sul lavoro del Senatore. Insomma, una bella chiaccherata che mi ha permesso di capire, se ne avessi avuto ancora bisogno, quali persone stanno dietro alla macchina del Marino candidato.
Buona lettura.

Ciao Cristiana, io naturalmente ti conosco da tanto tempo e conosco il tuo impegno politico, ma tanti nostri lettori non ti conoscono ancora. Ti presenti da sola?

Per prima cosa grazie. Ho 33 anni, sono ingegnere, lavoro per una casa automobilistica, ho fatto l’insegnante per un paio di anni in una scuola pubblica di periferia. Ho imparato più in quei due anni che in tutti gli anni universitari. Ah, e poi scrivo romanzi (di notte tra il lavoro ed il PD) e curo il mio blog.

Sei stata una delle fondatrici del Pd. Cosa è cambiato, secondo te, da due anni a questa parte e cosa si è perso nel frattempo dall’idea originale del Partito Democratico?

Si è persa la direzione e il senso delle parole di Veltroni. Le responsabilità le dò a tutti. Non a Veltroni soltanto. Fin dal primo giorno è stato ostacolato, era impossibile per il segretario prendere una decisione prima di avere sentito tutte le correnti in campo. A Franceschini è stato concesso di lavorare bene perché dopo le precedenti batoste elettorali si è fatto quadrato intorno a lui per non fare ancora peggio. Oggi sappiamo che dobbiamo cambiare. Ci riempiamo la bocca di parole e programmi e apocalittiche letture della realtà, ma il partito non sta più in mezzo alla strada. Non solo nei circoli. Non stiamo più in mezzo alla gente. Quando prendo un taxi, parlo con il tassista. Gli faccio un mucchio di domande. E così faccio con chiunque abbia una storia diversa dalla mia. E’ come leggere il romanzo dell’Italia. Ma va fatto tutti i giorni, non in campagna elettorale portati in giro a stringere mani come la madonna.

Hai aderito al progetto democratico del candidato Marino, ci spieghi perché?

Perchè siamo governati da esperti burocrati da 20 anni (da 60 in realtà) e la sinistra non ha mai realmente governato. Quando abbiamo vinto non siamo stati nemmeno capaci di governare. Marino è una persona pulita. Non solo per onestà. Ma anche per l’esperienza che porta. Un’esperienza che non dobbiamo temere perché si è svolta al di fuori del partito. La maggior parte degli italiani non è iscritta a partiti. E noi quella realtà non la conosciamo più. Lui è uno che è entrato nel partito, ma con lo spirito fresco di chi conosce davvero il mondo, non è provinciale, parla l’inglese, gestisce team chirurgici con talento premiando il merito (figurati se si può scegliere un assistente cooptato). Marino è lontano dalle vecchie logiche degli accordicchi. Alla nostra classe dirigente abbiamo dato il tempo per capire che doveva cambiare. Non ha capito. Ora si facciano da parte. Chiaramente se vince Marino le esperienze di tutti resteranno a disposizione. Non sto dicendo che devono andarsene, ma devono lasciare la gestione del potere. Bettini l’ha lasciata per esempio.

Nel tuo discorso al Lingotto di giugno hai detto chiaramente che conta il gruppo più del segretario, con la candidatura di Marino sei sempre della stessa idea o è cambiato qualcosa considerando lo spessore umano della terza forza?

Conta la squadra. Ogni persona che Marino sceglierà deve essere affidabile quanto lui. Deve ripetere l’esercizio del merito nella selezione dei collaboratori.

Quali sono i punti di forza del programma di Ignazio Marino?

Il coraggio. Questo partito fino ad oggi ha avuto paura di parlare per non perdere consensi. Non dobbiamo avere paura del Paese. SE parliamo al paese in modo chiaro, il Paese capisce.
Il merito. Un Paese che respira perché i suoi talenti ed ognuno per ciò che sa fare hanno lo spazio giusto. Allora avremo uno stato più efficiente. Chiedo a tutti, al momento del voto, di non giudicare solo i programmi scritti. Ma soprattutto la coerenza dei comportamenti di coloro che compongono le tre mozioni.

Marino riuscirà nell’impresa di diventare segretario?

Sì.

Tu lavori nella più grossa azienda automobilistica italiana ed europea: come state vivendo la grave crisi economica che c’è nel mondo in questo ultimo anno e quali proposte dovrebbe fare il Pd per rilanciare l’occupazione?

Investire per aiutare il mercato delle vetture ibride metano/bz e GPL/bz. Da Roma in giù la rete a metano non esiste. Così facendo si fa un favore all’ambiente, si creano posti di lavoro e si mantengono, soprattutto, posti di lavoro. La cosidetta Green Economy.

Cristiana tu sei parte importante del movimento LGBT a Roma e in Italia: perché le minoranze gay e lesbiche sono ancora fortemente discriminate secondo te?

Perché la politica non ha parlato al Paese. Tutti nicchiano. Fanno distinguo. Il Paese è pronto, ma non è informato. Ti faccio un esempio. Franceschini e Bersani dicono di essere laici e per il riconoscimento delle coppie di fatto. Nel loro programma ci sono i DICO, un obbrobrio legislativo per cui i diritti delle due persone che lo contraggono vengono raggiunti nel tempo a scaglioni: cioé una coppia gay deve dimostrare di stare insieme e di essere stabile. Ma perché una coppia etero si sposa e ha immediatamente tutti i diritti? Questa non è uguaglianza. Marino dice chiaramente: CIVIL PARTNERSHIP. che il matrimonio civile a tutti gli effetti.

Marino riuscirà ad sconfiggere, o almeno a scalfire questo profondo astio che c’è per gli omosessuali?

Da solo no. Deve farlo il Pd tutto unito dal 26 ottobre.

Cosa andrebbe fatto per abbattere il muro dell’omofobia nel nostro Paese?

Dedicare spazio a questo argomento, anche in televisione, non solo invitando le macchiette incartapecorite del mondo LGBT. Investire in formazione nelle scuole, negli uffici pubblici, nelle aziende. In tutta europa si studia “diversità”. Questo è l’unico paese dove non se ne parla. La politica può fare molto, non perdendo mai occasione di essere accanto alla comunità LGBT. Come ovviamente a tutte le minoranze che subiscono discriminazione e comunque su tutti i temi sociali. Questo partito non è stato vicino nemmeno ad operai e precari e la vicinanza a i gay non esclude la vicinanza agli operai. Hanno giocato sui questo per fare entrare nella testa della gente che non dovevano farsi i DICO all’epoca del governo prodi. Hanno convinto il Paese che l’approvazione dei Dico toglieva qualcosa a qualcuno. Invece semplicemente aggiungeva qualcosa per qualcuno senza toccare gli altri.

Bene. Io ho concluso con le domande, ti ringrazio vivamente per il tempo che mi hai concesso, e se vuoi ti lascio l’ultima battuta per chiudere.

Votate Marino.

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One Response to “Intervista a Cristiana Alicata”

  1. Faccio troppe domande | OpenWorld Says:

    [...] Siccome dicono che faccio troppe domande, ho intervistato Cristiana Alicata e la potete leggere qui [...]

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