di Giacomo Lagona
Eugenio Scalfari dalla Dandini propone di eleggere il segretario direttamente il 25 ottobre: praticamente chi prende più voti vince le Primarie e diventa segretario.
Da un punto di vista squisitamente personale, direi che è la soluzione migliore per un elezione – anche quella del segretario del PD – e se dipendesse da me l’accetterei all’istante, però ci sono alcuni piccoli particolari che non mi permettono di condividerla.
Sono mesi che spariamo ad alzo zero contro le faragginose regole per le Primarie, di colpo, da un momento all’altro, queste regole vanno cambiate perché non vanno più bene. Ho almeno due annotazioni da fare perché le regole non andrebbero cambiate.
A luglio non è stato permesso a Beppe Grillo di candidarsi e partecipare alle Primarie perché la sua candiudatura è stata presentata oltre il limite imposto dal regolamento congressuale. Giorni dopo non sono state accettate le sue due iscrizioni al Partito perché non effettuate “nel circolo del comune di residenza o nel circolo più vicino al posto di lavoro”, ed inoltre è stata data un ulteriore motivazione, più che plausibile, in cui si diceva che un nuovo tesserato non deve aver mai sputtanato il Partito Democratico – cosa che Grillo ha sempre fatto. Erano argomentazioni scritte nel regolamento e nello Statuto del PD stilato dal direttivo di cui fanno parte Franceschini e Bersani, e le regole non si potevano cambiare in corso d’opera.
Stesso problema qualche settimana dopo. Ignazio Marino, vedendo che molti suoi sostenitori si iscrivevano espressamente per votarlo, chiese di prorogare la scadenza delle iscrizioni di una settimana: dal 21 luglio al 31 luglio, sette giorni lavorativi.
La risposta è stata esattamente uguale a quella data a Grillo: il regolamento stabilisce per il 21 luglio la data ultima dei tesseramenti, e il regolamento non si cambia solo per far piacere a qualcuno. Naturalmente la proposta di Marino era di parte: più iscritti che appoggiano un candidato, maggiori possibilità si hanno di venire eletto. Con tutto ciò le regole son regole e vanno sempre rispettate.
Secondo punto. In tutte e tre le mozioni si legge che i circoli sono la centralità del Partito, per cui tutto nasce e muore dalle famose “basi”.
A questo punto c’è qualcosa che non mi torna. Se i tre candidati si esprimono nettamente a favore dei circoli, come mai Bersani e Franceschini hanno aderito alla proposta di Scalfari scavalcando, quindi, i circoli? Non era forse Bersani che osteggiava le Primarie in quanto il Partito era degli iscritti e non degli elettori? E non è Franceschini il candidato che, preso atto dell’enorme appeal durante l’assemblea dei circoli, puntò sulla Serracchiani candidandola all’Europarlamento e oggi alla segreteria della mia regione? Parafrasando il segretario “abbiamo un grave problema!” Il problema, se proprio vogliamo dirlo, è che le regole non si cambiano ad una settimana dalle primarie.
Ma di che stiamo parlando: di migliorare la regolamentazione delle primarie oppure forzare le già assurde regole per far prosperare gli ancor più assurdi apparati?
Credo che Ignazio Marino abbia fatto bene a non accettare questa proposta, anche e non solo perché noi sostenitori abbiamo lavorato in base a queste regole (congressi dei circoli, assemblea provinciale, regionale, convenzione nazionale, assemblea nazionale…), e avvilire il lavoro di migliaia di democratici solo per il piacere di pochi non è “simpatico”.
Qualcuno ha già detto che con le attuali regole esiste la concreta possibilità che i due sconfitti si mettano d’accordo per far fuori il vincitore. A parte il fatto che caso mai è vero il contrario (le primarie americane ne sono un esempio), inoltre da che mondo è mondo gli sconfitti in politica si sono sempre alleati per far le scarpe al cavallo vincente: sai che novità! Detto ciò, mi piace credere alle parole di Marino sulle alleanza da fare solo con chi condivide alcuni punti fondamentali della linea programmatica – laicità, biotestamento, merito.
Altro fattore importante. Le due prime scelte si saranno accorti probabilmente che il Marino-pensiero sta facendo breccia nella mente degli italiani, e naturalmente diventa un problema perché mette il bastone tra le ruote dei loro programmi futuri. Non hanno ancora capito che il progetto Marino non si esaurisce con la segreteria del Partito Democratico, ma continua finché non si è raggiunto lo scopo finale: cambiare l’Italia!
Lo scopo di Bersani e Franceschini è quello di occupare la poltrona di capo del Pd, e a loro basta questo. Noi invece vogliamo guidare il Paese meglio di come sta facendo adesso la Destra. E siamo convinti di riuscirci… anche con le bordate di Eugenio Scalfari.
Mi è stato chiesto come fare per risolvere questa brutta gatta da pelare. Semplice: vai alle primarie e vota Ignazio Marino!
[Per iMille]